Text by Riccardo Bianchi
Press release, Yawp è innocente, 03/04/2016 - 24/05/2016, solo exhibition at Galleria Cart, Monza, I



Quando l'arte funziona

Yawp è innocente” è un corpus di lavori che appare da subito coerente e amichevole. Ci si trova di fronte ad un insieme armonioso di fondi
colorati sui quali poggiano delle forme geometriche, ma anche naturali: “biogeometrie” a colori.
Gli accostamenti cromatici e la semplicità delle forme rende il lavoro accogliente, disponibile verso il fruitore, anche se ignaro del tema
conduttore.
L'aspetto formale è dunque positivo, tant'è che non si rende necessaria una comprensione dell'aspetto tecnico, non serve sapere in che cosa
consista la “tecnica mista” cui si fa riferimento nelle didascalie, si genera immediatamente una sintonia tra il lavoro e chi lo guarda,  così che
non c'è necessità di quel percorso di avvicinamento che passa attraverso la conoscenza della materia, il percepito è sufficiente.
Il secondo piano di lettura viene suggerito dal titolo dei lavori, che ci introduce al gioco delle forme, ogni “biogeometria” assume un duplice
significato, che poi si moltiplica non appena si entra nel gioco e ciascuno “vede quel che crede e crede in quel che vede”, in un linguaggio di
segni invitante e aperto allo sviluppo.
Abbiamo così colto sia l'aspetto formale ed estetizzante del lavoro, che il motore concettuale che lo supporta, potremmo ritenerci soddisfatti, ma
forse ci si può spingere ancora oltre e chiedersi se non ci sia un ulteriore tema generale sotteso al lavoro dei due artisti.
Troviamo un'ulteriore possibile lettura, la ricerca di un linguaggio visivo che non è solo riflessione sul segno, ma che considera la componente
figurativa, fortemente suggerita dal connubio del segno con il titolo, ma lasciata aperta all'interazione con la libera rilettura offerta
dall'immaginazione di chi guarda. Personalmente questo lavoro mi riporta ad un articolo di qualche anno fa di Henry Jacobs dal titolo “surface
research” pubblicato nella raccolta di scritti “See it Again, Say it Again” a cura di Janneke Wesselling edito da Valiz Amsterdam, dove l'artista
racconta la sua esperienza nell'ambito della Residenza promossa dalla Gerrit Rietveld Academy; Jacobs si è interrogato sul significato del
Palinsesto (una pagina manoscritta, cancellata e riutilizzata) ed ha lavorato sulla sovrapposizione, ottenendo un lavoro sul segno e sulla parola
che introduce nuovi significati offerti dalla stratificazione.
Nel nostro caso abbiamo invece una stratificazione di supporto, astrazione, figura e immaginazione che si rincorrono per tutti i lavori e che
offrono una visione in continua evoluzione, a costituire una versione contemporanea del palinsesto.
Il lavoro di Alberto Finelli e Evyenia Gennadiou “funziona” perché è fruibile ed amichevole, ma, ulteriormente estremamente contemporaneo, porta
infatti in sé un pensiero sull'arte di interesse.